Nessun limite.

“Voilà! Alla vista un umile veterano del vaudeville, chiamato a fare le veci sia della vittima che del violento dalle vicissitudini del fato. Questo viso non è vacuo vessillo di vanità ma semplice vestigio della vox-populi, ora vuota ora vana. Tuttavia questa visita alla vessazione passata acquista vigore ed è votata alla vittoria sui vampiri virulenti che aprono al vizio, garanti della violazione vessatrice e vorace della volontà!

L’unico verdetto è vendicarsi, vendetta! E diventa un voto non mai vano poiché il suo valore e la sua veridicità vendicheranno un giorno coloro che sono vigili e virtuosi.
In verità questa vicissuas-verbale vira verso il verboso, quindi permettimi di aggiungere che è un grande onore per me conoscerti e che puoi chiamarmi V!”

Nulla è più compromettente del Moralismo popolare, la verità è falsità e il rapporto che si crea tra l’essere umano e la persona smette di coesistere. L’anima si disegna da se, come un quadro inutile pieno di colore e angoscia. La vendetta non sta nella violenza o meglio la violenza non sta nella vendetta, è come il reale razionale hegeliano, l’infinito portato all’estremo. Senza parlare al vento credo che il mirabile verso “verboso” di V, può/deve essere letto con attenzione e argomentato.
Molti gli argomenti… non nascondetevi dietro al dito del dolce menefreghismo moralista, del pessimismo cronico inutile e fin troppo popolare.

Il nostro è uno stile di vita.

Un po’ di sano cinismo.

  • L’individuo equilibrato è un pazzo.
  • Non mi fido molto delle statistiche, perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media.
  • Parlare di morte è come parlare di denaro – noi non sappiamo né il prezzo né il valore.
  • Pensate a tutti i milioni di persone che vivono insieme anche se non gli piace, odiano il lavoro ma hanno paura di perderlo, non c’è da meravigliarsi se hanno la faccia che hanno.
  • Prendete pure la mia donna, ma non toccatemi l’auto.
  • Scrivere poesie non è difficile; è difficile viverle.
  • Se mai dovessi parlare di amore e di stelle… uccidetemi.
  • Ti aspetti di trovare poesia in una rivista di poesia? Le cose non sono così semplici

 

Bukowski, un genio [forse (per fortuna)] compreso da pochi.

 

A. Baricco

“Non è che la vita vada come tu te la immagini.
Fa la sua strada.
E tu la tua.
Io non è che volevo essere felice, questo no.
Volevo…salvarmi, ecco: salvarmi.
Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare:
dalla parte dei desideri.
Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No.
Sono i desideri che salvano.
Sono l’unica cosa vera.
Tu stai con loro, e ti salverai.
Però troppo tardi l’ho capito.
Se le dai tempo, alla vita, le si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male.
E’ lì che salta tutto, non c’è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci.
Non se ne esce.
Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare.
Con tutta la forza che avevo.
Mi sono fatta tanto di quel male che tu non puoi nemmeno immaginare.”

è una jungla intellettuale

potrei barare dicendo che ho sonno e fame
potrei mentire dicendo che tutto gira
potrei obbedire ai tuoi ordini insultandoti dolcemente
potrei baciare un albero e pensare che sono pazza
potrei agire d’istinto e riflettere nel mentre
potrei, se avessi coraggio, prendere le nuvole e mangiarmele con le fragole
potrei uscire in mutande e non patire il freddo
potrei guardare la tv muta e inventarmi qualche scena erotica
potrei aspettare ma chi me lo fa fare
potrei scappare ma non ho fiato
potrei pensare al mio neurone, ma offenderei molta gente
potrei scrivere cazzate e fregarmene di averle scritte
potrei continuare a pigiare la tastiera

potrei lasciare un libro fastidioso e perspicace in giro
potrei aspettare ieri e ricominciare tutto da capo. Sì, lo farei!

potrei, posso, voglio, lo faccio e lo farò.