passato remoto.

Andare dal dentista di lunedì mattina non è sempre piacevole.
A volte però ti si presentano involontariamente occasioni speciali all’improvviso.
Oggi mi sono illuminata.

Ore 9:30 appuntamento. Masa è in ritardo. Prima di me una signora.
Mi siedo di fianco a lei e la saluto. Il suo sguardo è penetrante. Lacrimoso. Vissuto e sereno.
Mi guarda e mi dice: ‘Come mai un bel sorriso come il suo fa visita al dentista?’
Io abbastanza assonata e associale rispondo che il dovere chiama anche i più giovani. Lei mi dice che il dentista è il migliore della provincia di Treviso e continua dicendomi che gli ha dato un consiglio da nonna.

Sospira e mi guarda più profondamente: ‘Lo do anche a te cara ragazza questo consiglio, perché ti vedo bella e serena. Continua ad essere sincera e soprattutto onesta. L’onesta farà ricordare il tuo nome ora e sempre.’
Le mie orecchie si schiudono dal sonno profondo e cominciano ad ascoltarla seriamente.
(Ho perso troppo tempo senza ascoltare chi ha già vissuto.)

Ascolto, ascolto e comprendo. Comprendo quelle cose che io cerco sempre di comunicare al mondo, ma che il mondo di oggi non ha nessuna intenzione di ascoltare. La signora parla come se stessi parlando io. Disegna giovani affrante dalla nullità e dalla superficialità. Parla di droga, di alcol, di gente svenduta e che si svende. Parla di morale, di giustizia, di politica giusta. Parla di persone che si amano realmente. Parla di caratteri forti e sereni che con la sincerità e la serenità abbattono ogni barriera. Anche quella economica. Parla di viver bene e viver male. Il suo discorso si fa sempre più interessante e dentro di me penso ‘…ma allora non sparo sempre un mucchio di stronzate. Qualcuno in passato mi avrebbe compreso’.

Non parla come parlano tutti i vecchi malinconici. Anzi. Parla cosciente del fatto che il suo tempo è passato e sta finendo. Sa che l’uomo nasce cresce e muore. Ed è tranquilla perché anche lei è nata è vissuta sta vivendo e morirà.
Filosofa.

La signora mi saluta con spontaneità e gioia come se domani dovessimo rivederci.
Io ricambio, tristemente. Tristemente consapevole del fatto che forse solo il passato remoto potrà comprendere il mio disagio. Forse sono vecchia. Forse ho sbagliato tempistica. Forse le mie pare sono fondate ma non in questo tempo.
Boh. Sta di fatto che questa mattina mi sono sentita moralmente serena e ringrazio quella signora.

Scrivo,
Tanto so che non cambierà nulla!

forse non è merito, ma colpa.

mi fanno male quei posti e le persone che ruotano attorno ad essi
modi diversi di approcciarsi e relazionarsi con la gente
serpi in vena
ho un compito da portare a termine
siamo solo all’inizio
l’idea di cosa?
il discorso è ampio, forse tu riesci a comprenderlo
sta di fatto che ho un ruolo e voglio rispettarlo
nessun compromesso non voluto, nessuna rapina
tutto alla luce del sole
non ho paura di dire che il mondo gira di merda e la gente ragiona di merda
usare parole per far capire che è realmente così
il coraggio?
roba che tanti hanno lasciato nel cesso
tutti vivono perché devono e non si soffermano sulle cose
sempre detto
poi per parlare di cose serie abbassano la voce per non essere sentiti
mi vengono a dire a voce bassa che le cose son vere, è una merda
ma non hanno il coraggio di urlarlo
nessuno ha il coraggio di urlare contro questo
tutti la vivono e basta
e sotto voce se la fanno sotto
come fate a non ammettere tutto questo?
come fate a vivere con questa vena allegra di superficialità latente e costante?
come fate?

forse in realtà non è merito ma colpa
forse non è questo mondo ad avere problemi, ma sono io