mi viene da dirti che ti voglio per tutta la vita.

il mio uomo è grande. adesso dorme. vive di gioie e tristezze, di piccole e grandi cose.

il mio uomo è gentile, alle volte sgarbato. il mio uomo ha gli occhi che cambiano espressione. alle volte sono grandi e diventano lucidi, altre volte sono neri, un po’ cattivi, bassi.

il mio uomo si sveglia presto alla mattina, accende il phon, poi torna a letto. amo quando torna a letto la mattina e mi riempie di coccole. amo anche quando di sera mi fa le coccole. è il momento più bello di tutte le giornate.

il mio uomo cucina bene e sa stirare, lavare, sa cosa mi piace e cosa mi fa arrabbiare. sa essere se stesso sempre, senza pregiudizi, senza limiti, poi ci sono delle volte che fa l’arrogante, ma poi gli passa.

il mio uomo mi piace. mi piace sempre. mi piace anche quando dorme, mi piace guardarlo, sembra un bambino. quando lo guardo dormire m’innamoro sempre di più. anche quando lo vedo sempre, m’innamoro. m’innamoro ogni giorno.

ogni giorno il mio uomo mi riempie di piccoli regali, piccoli gesti che per me valgono tantissimo. ogni giorno è così bello vivere con lui, che a volte ancora mi emoziono. e mi emoziono, ancora e ancora. voglio farlo sempre. perché sempre non mi spaventa.

non può spaventare la felicità. non più.

 

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preposizioni semplici e articoli determinativi.

il lo l’ la i gli le
di del dello dell’ della dei degli delle
a al allo all’ alla ai agli alle
da dal dallo dall’ dalla dai dagli dalle
in nel nello nell’ nella nei negli nelle
su sul sullo sull’ sulla sui sugli sulle

l’italiano potrebbe essere per tutti.

come il piacere di scoprire quanto è bello scoprire e sapere.

ma qui ci si allarga su confini troppo complessi per il mondo frenetico e timidamente menefreghista.

(sono sempre la solita)

sofisticata follia di apparire diversi dal proprio involucro, per poi tornar indietro e riscoprire il nulla.

la stupidità, sovrana del tempo nel dislivello, acconcia, sotto bombette regalate, intelletti calvi a dismisura.

non riuscire a governare la volontà di viver se stessi, si accosta al bisogno di correre al passo del nulla.

questo è il modo per sopravvivere e apparir sani e normali.

che brutto essere normali.

datemi una gabbia da sfondare.

 

buoni propositi e buone basi:

‘eppur qualcun si muove! la fortuna ci è cara!’

profumo di nome.

vaniglia.

calda come il cioccolato e soffice come le carezze.

rumore di phon, armonia.

volare camminando pian piano. crescere crescendo.

sole e penombra per non imbarazzare la pelle bianca e liscia.

aria sui capelli, bellezza divina.

dee stanche, felici.

rossi accesi. colori pastello.

una poesia quotidiana, un impegno reale.

un modo d’essere, un qualcosa.

fiori e margherite.

papiri bianchi, penne incantate.

il dizionario dei sinonimi.

i piccoli pedali, le coperte quadrate.

i quadri nelle maglie e le pareti semplici.

la mamma natura, l’acqua.

le parole, i dispetti, la notte.

il cammino delle curve e delle salite.

le soddisfazioni delle discese.

l’occhio mai stanco di guardare.

la bocca mai stanca di sorridere.

la serenità, i due marmi portanti.

i colori e le linee nuove, i colori e le linee da condividere.

insegnare, imparare.

vedo i blocchi di partenza.

non sono allenata, ma sono pronta.

sensazioni.

“tu chiamale se vuoi,

emozioni”