il consueto e buon Natale.

come ogni anno il mio post per natale.

visto che madre natura è stata clemente con voi stronzi e le vostre paranoie da scienziati de sto cazzo, vi voglio augurare anche queste buone feste al mio solito modo.

buon-natale

quest’anno si sa ho aumentato di un bel po’ la stima nei confronti dell’umanità. non dico con questo che amo e adoro la società intera, ma ho scoperto realmente cosa, in modo naturale e puro, possono fare l’uomo e la donna. è qualcosa che rende magico il nostro essere. è qualcosa che mi ha donato gioia, serenità, amore, felicità in uno stadio superiore alla norma. è tutto così tondo e circolare che ogni secondo andrebbe conservato con cura in cripte segrete.

è stato così diverso e così bello quest’anno che sta per finire, che ogni momento che ancora scorre mi sembra che la cima della montagna sia infinita. ogni cosa ha preso il suo posto. come pedine di un mosaico. come parole scritte in un libro, come il soggetto il verbo e il predicato. come il ciocosoffice. come l’albero e le palline di carta da giornale e colla vinilica. come tutte le volte che non cambio il rotolo della carta igienica finita perché non ho cazzi e sono un po’ stronza. come la mattina di martedì 10 ottobre 2012 quando mentre stava facendo colazione l’ho guardato e gli ho detto ‘è positivo’ e lui mi ha stretto forte come mai prima. come tutte le volte che dopo la tempesta è tornato il sole. come la nutella. come il latte con una spruzzata di orzo e la mamma e papà. come la mia rachele e come tutti gli amici e le amiche vere.

è stato l’anno più bello della mia vita e anche se all’inizio vi ho dato un po’ degli stronzi, prendetevi da parte, generalizzavo!

vi auguro a tutti di mangiare un pezzettino di ciocosoffice, bagnarlo col latte e godervi a pieno il momento.

vi voglio bene,

e buone feste!

vero.

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legata ad un filo d’aria.

mi sento inferiore.

mi sento inferiore e non so il perché di quel sì.

più guardo più m’accorgo.

non è mai indifferente la sensazione dell’accorgimento.

profonda silenziosa spina.

mi sento inferiore, in ogni cosa.

non so come trasmettere questo, non so se ha senso trasmettere qualcosa.

io dopo giorni sopra giorni non l’ho ancora capito.

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questa notte non sono morto.

(io. poche volte credo seriamente in qualcosa. nessuna fede, nessuna professione. una faccia, tante sfumature.)

questa volta ho voglia di lasciare un po’ di spazio a loro e lasciarli cantare.

musica, dentro/fuori, parole, suoni, persone, coerenza.

vecchia scuola, nuove prospettive.

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dopo la tempesta, c’è sempre il sole.

(bravi fioi)