19 settimane e il sdolciume mammesco.

Ho letto un sacco di articoli.

Sono lo stereotipo perfetto della 19 settimana e questa cosa mi rende serena, felice e tranquilla!

Mi tranquillizza soprattutto il fatto di non aver cercato invano di scovare ogni cavillo della gravidanza e di aver vissuto ogni singolo giorno come una piccola nuova scoperta. Mi sto abituando all’idea che ogni giorno è importante e se pur prima ero convinta di questo fatto, ora sento che questo pensiero fa parte di me e riesco a vivermelo davvero.

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Amo il mio uomo così tanto in questi giorni che ogni volta che incrocio il suo sguardo mi si scalda il cuore e lo stomaco produce ancora una quantità infinita di farfalle come i primi momenti. Penso che sono quasi a metà di questo meraviglioso percorso, mi sento più matura, alle volte più bella, altre un tombino; so che tra qualche mese avrò due uomini di fianco a me che con il loro amore e la loro compagnia mi renderanno bella la vita, in ogni aspetto.

Mi sto preparando al bene e al male, alla pancia che cresce e al fiocco azzurro!

Bello.

Farfalla notturna.

“ho voglia di sentirti piangere, ho voglia di sentirmi matura, amata, ho voglia di vedervi sorridere, ho voglia di guardarvi seduta sul divano, un po’ stanca, fissarvi, innamorarmi di voi ogni giorno di più. desidero sedermi a tavola con voi, mangiare, ridere, un po’ strillare, ho voglia di vivere. penso a come sarà grande la gioia, a come sarà difficile il giorno e come sarà luminosa la notte, ho voglia di abbracciarti. ho voglia di vedervi crescere e invecchiare. ho voglia di vedervi insieme, penso a come sarà bello vedervi addormentare insieme, a quando vi darò un bacio, ad ognuno il suo, penserò che nessun soldo potrebbe superarvi. spontaneo, semplice, naturale, con te. con voi”

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a lezione di differenza.

ci sono momenti come alcuni che non è credibile il fatto di dover stare in silenzio per paura di non riuscire a dire ciò che realmente si pensa.

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eppure è così. ci sono silenzi che sono più piacevoli egoisticamente delle parole, perché non seguono regole sintattiche e grammaticali, sono puliti e lineari.

ma non tutti comprendono il fatto che non è piacevole la volontà del silenzio. anzi, alle volte è frustrante. non riuscire ad esprimersi a voce alta è davvero difficile.

però ci sono momenti come alcuni che dire qualcosa forse complica le cose, o le cambia, o le modifica, o non le fa comprendere a pieno.

ci sono mesi in cui una donna è sovraccaricata da felicità, passione, amore incontrollato e pressione. pressione forte, costante, naturalmente incontrollabile e naturalmente inspiegabile. a volte il silenzio copre la rabbia di sentirsi sole a governare la natura, alle volte il silenzio copre la volontà di rimaner da sole con la propria natura che sta mutando, con le proprie paure, ansie, voglie. poi ci sono le volte che i silenzi coprono la mancanza di parole per descrivere i pensieri. sono naturalmente differenti i mesi trascorsi dalle due figure presenti. a volte l’incomprensione naturale pressa ancor di più, altre volte fa sorride.

è carino quando vuoi avere un bambino e cominci a leggere tutti i blog rosa che sgorgano nel web. felicità e rose rosse ovunque. pochi s’impicciano nelle questioni naturali del sentirsi realmente donna. della comparsa della tristezza pura. a volte leggi sui testi e nelle facce che ti circondano una vena di superficialità che supera l’ansia. la descrizione della permalosità e degli inevitabili sbalzi d’umore, non vuol mai andar a fondo ed è lì che il silenzio copre la rabbia. la pressione non è compresa, o almeno non è vista, non è naturalmente percepita. eppure a volte sentirsi dire ‘cazzo, ti sono cresciute le tette’ dopo 24 anni che aspetti quel momento, è più stressante delle contrazioni della 17ma settimana.

eppure anche questo è bello per una donna.