un incantevole equilibrio.

veronica balbi

ieri ho riletto quel regalo. tante cose sono rimaste nel cassetto chiuso a chiave, altre stanno navigando, alcune sono esplose, altre sussurate. poi ascolto le canzoni che mi hanno fatto sperare, odiare, correre tanto da farmi malissimo. tanto male da non sentirlo. http://www.youtube.com/watch?v=HYShUYu81eY quelle che quando lo guardavo negl’occhi non riuscivo a credere che non ci doveva esser nulla tra noi. quante volte avrei voluto correr via. tante tantissime. troppe. e quante volte mi sono aggrappata ad un’idea, pazza, folle, malsana. spontanea. spontaneamente idealista e un po’ sognatrice. sempre, da sempre. ho riletto quel regalo e le emozioni che ho provato non le so descrivere. come non sono mai riuscita a spiegare niente. ho scritto tanto tantissimo. mi sono sputtanata. ho creduto troppo. per la prima volta ho sconfitto i limiti. ho seguito il buio, al buio. poi mi blocco e non so più scrivere.

ho smesso di leggere. non studio più, sono comunque consapevole di aver una sorella geniale e un senso dell’umorismo molto spicciolo. ho 9 kg in più e continuo a correre. poi le canzoni cambiano, si fanno sempre più belle, sempre più vere. mi seguono. le famose parallele. occhi con occhi. allineando i sensi e i profumi. ‘nel giro di un’ora’. siamo andati avanti. ricordo quando ho scritto a f. se riusciava a farmi capire. ricordo quando mi ha detto ‘salvalo, salvatevi e vivetevi’. forse quel giorno ho capito che nel buio avrei trovato la luce. http://www.youtube.com/watch?v=VEZ-m61dBKY poi le parole sono diventate immagini. suoni reali, visioni. incontri e sotterfugi. caldo e freddo. sto andando a caso, come nel mio migliore dei modi. la soluzione è che non avrei voluto altro che questo. forse non ho mai sperato nulla. forse sono un’idiota cronica. mi sono spaventata e voglio continuare a farlo. non riesco a capire se è tutto così possibile. poi Lui si muove e il papà appoggia l’orecchio sulla pancia. io lo guardo tanto e penso a quando gli scrivevo che avrei voluto vederlo e mi tirava fuori un sacco di scuse, o quando insistevo e lui si scocciava. quando cercavo di capire se poteva esser possibile e mi diceva che non lo sapeva e non lo voleva sapere. e cambio canzone. http://www.youtube.com/watch?v=DPL_SV3n7IU mi ha guardato e mi ha dato un bacio. il corridoio solitario delle fantasie da cartoni. uguale. e pensare che dopo tante parole, l’infinito non spaventa. e che eravamo uno contro tutti, tutti contro tutti, tutti contro uno.

pensare che tutto è partito sbagliando. e sbagliando abbiamo trovato l’uscita. come la poesia. tutte le porte sono un inizio. http://www.youtube.com/watch?v=0AlIrQiJrTU

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