quando il vento non mi spaventava, ero più giovane

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credo che alle volte il bisogno di scrivere sovrasta il quotidiano. sento la terribile e gratificante e stancante necessità di fermarmi, commentare i miei pensieri, predisporli ordinatamente e maneggiarli con cura.

in questi giorni sono in continua tensione. percepisco l’ansia e cerco in tutti i modi di placarla gentilmente. rileggo note, riassaporo vecchi presagi, cerco di comprendere le mie volontà, aumento a dismisura le ‘seghe mentali’ e diminuisco in modo grave la visione del mio occhio allo specchio.

la temperatura dell’odio aumenta in corrispondenza della mia tensione e la volontà della solitudine è lì che mi guarda con fare conscio. conosce bene la mia percezione dell’oblio e la paura del ‘sbagliar ancora’.

temo sempre il futuro tanto quanto lo venero. in questi giorni la crudele balbi assorbe la dolcezza e viceversa. come sempre mi sento ‘oltredonna carica’ di energie. positive e negative. un tumulto. il solito.

come ogni volta detesto chi, con fare farmaceutico, indica le vie d’uscita per gli attacchi di panico e detesto ancor di più la sensazione di non riuscire ad andare a fondo. magari, chissà, una sfera trasparente con tante verità all’interno mi darebbe più stabilità.

sta di fatto che continuo a strofinarmi le guance e gli occhi con le mani stanche. continuo a fare conti con soldi fuffa. continuo a giudicare il governo e continuo a combattere contro il ‘non si dovrebbe’. qualcuno capisce, lui capisce sempre. come gino panino e la tomba delle donne.

quante stronzate balbs!

concludendo (di palo in frasca) smettetela vi prego di rubarmi le parole e di cercare di essermi amico/a. quando del mio ‘io più confuso’ non ve ne frega un cazzo vuol dire che di me non ve ne frega un cazzo. dunque, tiro la linea, amo la mia famiglia, ci provo e d’ora in poi ogni mattina cercherò di guadagnare il pane. nulla di più, nulla di certo.

come sempre.

(Tumblr Photography Quotes)

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