mentre dormi, il pane si cucina

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Corro e sormonto bandierine di Google Calendar. Non è facile e non è giustificabile. Ogni cosa è dovuta e il mio essere umana con necessità fisiologiche passa molto spesso in secondo piano. Andare in bagno significa ritardare la tabella di marcia, il che ultimamente non è consigliabile. Tutto questo mi spinge in positivo, accelero con sorriso, scruto i dettagli a 150 all’ora. Personalmente soddisfatta, irrimediabilmente un continuo scusarsi con la speranza che un giorno qualcuno (non tutti) capirà. Eppure sono io. Quella che piange disperata nell’angolo e non ha paura di scriverlo nel muro bianco del mercato. La fragilità dei 26 è quella che ti fa avvicinare ai 30 soddisfatta ma impaurita. Costruire castelli di sabbia, per poi rendersi conto di aver utilizzato il cemento. Questa è soddisfazione.. dalla superficialità di un essere pazzamente pensatore.

Eppure piango nell’angolo, mentre si sente profumo di pane. Calore umano e amore che seduto aspetta solo che le lacrime finiscano per un po’ di Nutella da condividere. Molti si domanderanno il come, altri criticheranno pieni di punti di domanda, altri ancora forse prenderanno il tutto sotto gamba e seduti aspetteranno un turno qualsiasi. Io qui ho sempre e solo scritto. Continuo a chiedermi perché è così importante l’indagare. Un fondo senza fondo, una sensazione di panico che mi fa crescere nella consapevolezza di quell’essere me e altro. Chissà se senza questo spaventoso altro sarei qui.

…E pensare che avevano solo noccioline.

Il cioccolato costava.

 

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