hallo

 

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Abbiamo bisogno di parlare nuovamente di Umanesimo per rimetterci al centro.

Usiamo più il cellulare del nostro cervello, il mouse più della mano, lo schermo più dell’occhio. Torniamo al silenzio.

Io amo il silenzio: è un’arma sensibile, un universo di montagne russe.

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La personalità.

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Costruirsi giorno dopo giorno, hai ragione, è così complesso, bello e riservato a pochi che spaventa. Grande e maestoso è frutto di cicatrici e idee coltivate con amore. Simulare un qualcosa di simile è tanto imbarazzante quanto un sinonimo un po’ più misero di ridicolo.

Le cose grandi, i serpenti e la superficie mi terrorizzano.

un capitolo

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Mettetevi comodi. Scriverò molto. Sono passate molte settimane. Acque, nuvole e tornadi. Ho ricominciato a leggere e a riflettere su esercizi da fare a casa. L’età avanza, le emozioni pure. Si piange per il nulla e per il tutto. E alle volte, le peggiori, non si percepisce neppure la strana sensazione del dover andare al bagno. Sorso dopo sorso si cammina. Ho conosciuto la morte. Si è avvicinata con fare cauto. Si è seduta di fronte ad un letto di un quasi ospedale. Ha atteso fino all’ultimo. Ha cambiato canale. Ha scoperto la paura. Poi ha deciso d’alzarsi e di portarsela con se. Lei. Lei, di una forza senza ostacoli. Spiazza e rende anonimi tutti i colori. La morte dona al tempo un incosciente sensazione di infinito. Come il bianco. Non si sa dove inizia e dove finisce. Senza spazio, spazi, parentesi. Indubbiamente la cosa più umana rimasta al mondo, seppur assai inumana. Ma l’emozioni sono cambiate, l’amare è cambiato, il fare ogni cosa è cambiato. Tutto si autogestisce. Si regola, si pianifica, si programma, si infastidisce ancor prima d’esser compiuta, ogni cosa. Oggi dopo settimane placo l’orologio, ricomincio a leggere (Noi, i ragazzi di Berlino), scrivo. Le tapparelle filtrano quel poco di luce che serve. La cucina è abbastanza pulita, il cane sonnecchia.

Ho conosciuto anche altre cose in queste settimane. Una fra tutta la coscienza. Quella matura e spiazzante. Quella che ti mostra lo specchio che ha tenuto in soffitta sino al momento opportuno. Scende le scale sorridente, ma affranta dalla verità che si rivelerà da lì a poco. Un Io diverso. Un contorno, una superficie, un contesto, un rapporto, un mondo diverso. Hai sempre pensato di saper cantare fino a quel momento. Hai sempre pensato di esser fotogenica fino alla stampa. Hai sempre amato incondizionatamente fino a che quelle parole non sono uscite dalla bocca sbagliata. Un mondo di novità, un mondo di positiva follia messo in disparte per far spazio all’esame più grande. La gente parla moltissimo. Parla del più del meno dell’uguale. La gente parla di tutto quello che crede di sapere senza saper nulla. Parla del sentirsi cultura, dell’esser innovativo, dei buoni propositi aperti ad una società migliore e miracolosamente bella. Parla dando giudizi, conclusioni, affretta sentenze, si manifesta potere di fronte ad orecchie sorde. Ho assistito in queste settimane anche ad un sacco pieno di Sì inutili. Sì convenienti. Ho assistito all’annullarsi della qualità, della sostanza.

Però ho anche vissuto un universo di persone colorate e piene di momenti, di passioni, di sfumature. Fare, fare, rifare. Nell’ignoranza positiva costruire palazzi. Nella meraviglia sapersi meravigliare e nel distruggere cercare soluzioni.

E poi ho visto crescere Lui.

Quante cose. Poli opposti in un unico Adesso. Frenesia e pazienza.

Una cosa dopo queste settimane rimarrà tale. Per il resto ascolto, sorridacchio, passo avanti.

Nel profondo, nessuna paura, continuo ad amare tutto, a vivermela con urgente follia, a correre nel sorriso, ad aspettare serena, ad appoggiare chiunque, a fidarmi del vento.

 

[ Copertina -> society6.com/product/tree-of-life-vm6_print#1=45 ]

mentre dormi, il pane si cucina

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Corro e sormonto bandierine di Google Calendar. Non è facile e non è giustificabile. Ogni cosa è dovuta e il mio essere umana con necessità fisiologiche passa molto spesso in secondo piano. Andare in bagno significa ritardare la tabella di marcia, il che ultimamente non è consigliabile. Tutto questo mi spinge in positivo, accelero con sorriso, scruto i dettagli a 150 all’ora. Personalmente soddisfatta, irrimediabilmente un continuo scusarsi con la speranza che un giorno qualcuno (non tutti) capirà. Eppure sono io. Quella che piange disperata nell’angolo e non ha paura di scriverlo nel muro bianco del mercato. La fragilità dei 26 è quella che ti fa avvicinare ai 30 soddisfatta ma impaurita. Costruire castelli di sabbia, per poi rendersi conto di aver utilizzato il cemento. Questa è soddisfazione.. dalla superficialità di un essere pazzamente pensatore.

Eppure piango nell’angolo, mentre si sente profumo di pane. Calore umano e amore che seduto aspetta solo che le lacrime finiscano per un po’ di Nutella da condividere. Molti si domanderanno il come, altri criticheranno pieni di punti di domanda, altri ancora forse prenderanno il tutto sotto gamba e seduti aspetteranno un turno qualsiasi. Io qui ho sempre e solo scritto. Continuo a chiedermi perché è così importante l’indagare. Un fondo senza fondo, una sensazione di panico che mi fa crescere nella consapevolezza di quell’essere me e altro. Chissà se senza questo spaventoso altro sarei qui.

…E pensare che avevano solo noccioline.

Il cioccolato costava.

 

ho una certa difficoltà nel darmi ragione, ma non è vero

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Consapevolmente autoritaria e rompi palle, la democrazia s’impara all’asilo ma io volevo fingere di imparare a fare le treccine per stare vicino al più bello di tutti che poi è diventato il mio migliore amico. Ci sono cose che vanno imparate subito; poi ci sono cose che vanno imparate nel tempo. Io per la maggior parte delle cose non ho avuto il tempo per aspettare e la voglia di farlo. Correre per arrivare dove volevo arrivare, fingendo di mentire e ragionando sulle pazzie. Poi diventi grande e una linea un giorno va tirata. La danzatrice non la puoi più fare. Inutile certezza quando apri le gambe per aprirle ancora di più ma più in la non vanno. La danzatrice è una professione che va rispettata e poi ci sono gli amatori, le ballerine, come nel calcio, nella dama, nella cucina. Da pochi mesi ho tirato la linea e ho consegnato alle cose la giusta sfumatura. Ogni dettaglio è consapevolmente cresciuto dentro di me, così come la consapevolezza che ‘potrebbe fare molto, ma non si impegna’, è una delle cose più vere e stronze che nella vita m’han detto. Dopo ‘sei il vento’. Tanta concretezza nelle passioni forti, quanta malinconica superficialità in quelle più difficili. Una stronza. Però ora che me ne sono accorta, è bello sentirsi così carica e motivata di fronte ai dettagli che per me fan la differenza.

 

simboleggia l’ascesa dal molteplice all’Uno

Ma inteso come unione di forze, di personalità, di coraggio, di rispetto, di sentimento, di passione, di obiettivi. Non c’è natura più forte. Nulla è lasciato al caso quando di due mondi se ne fa uno che non è sovrapposizione, ma aggiunta, somma, il più del singolo. La famiglia è amore allo stato puro. Quando se ne fa una propria, non c’è ago che possa cucire tessuto migliore. La luce è una. Immensa. Manca il fiato quando si è distanti, manca il tempo quando si è uniti. Nulla è più meraviglioso di trovare il proprio più, quello che non ha nessuna necessità di nascondere i difetti, le bugie, quello che ti guarda dentro e fuori e non vuol cambiare nulla. Quello che apre la porta per tornare domani e ti dice ‘non posso stare un altro giorno senza di te’.

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“Rappresenta una sostanza quasi astratta, spirituale, e la materia che ricade sotto i nostri sensi”

l’unica differenza tra me e un pazzo è che io non sono pazzo

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Io sono fatta così. Sono ansiosa, silenziosa, lunatica, all’antica, permalosa, non ho voglia di parlare figuriamoci di sparlare, sono fatta che le cose negative mi scivolano addosso, ci sto male per un po’ ma poi sorrido e vado avanti. Il massimo di soddisfazione che posso dare ai miei nemici è il silenzio. A quelli che erano amici e hanno dimostrato l’opposto, ho provato a rispettarli comunque per poi chiudere la porta e andare sempre avanti. Non sono mai riuscita a farmi capire al 100%, in pochi pochissimi hanno visto il peggio e il meglio di me. Da questi accetto consigli e critiche, altra gente può sprecar fiato con la consapevolezza che rimarrò in silenzio dentro e fuori. Mi sono sempre sentita quella in difetto, me ne sono state dette di ogni tipo, ho cercato di difendere il mio mondo, per poi mollare la presa con le nullità. Ora che ho tutto quello che da donna desideravo, chi mi ama mi segua, passato e presente, il resto si goda la vita e respiri piano, che l’affanno fa morir d’infarto, l’invidia logora gli animi e la falsità morale renderà la vita una vetrina di borse e di maschere inutili, un’esperienza che mai nella vita vorrò vivere.
Sto chiudendo porte importanti, per aprire portoni di felicità e soddisfazione, un tassello alla volta ogni cosa ha preso forma; il passato da sognatrice, si è rivelato un presente di consapevolezza e concretezza. E ora, con loro due, il futuro non spaventa.

machiavellismo contemporaneo

dalle parole da buonista

dall’essere materialista

dalla falsità della politica

dalla volontà di primeggiare

dalle amicizie false

dalle amicizie finte

dal ‘mi servi’

dal ti voglio bene e ti odio

dal mondo delle borse

dall’universo delle copie

dalla non consapevolezza del proprio essere

fuori dal parlar di discorsi mai provati

dalle parole costruite dagli altri e riposizionate a caso

dalle poesie del culo

dal tradire il marito

dal sentirsi superiore

dall’approfittarsi del tempo

dal mentire a se stessi

dalla serenità finta del denaro

noi, fuori, sappiamo bene cosa fare

consapevoli che nessun ricco è ricco quanto un povero felice.

 

29 maggio

Esattamente un anno fa a quest’ora ho richiamato il tuo papà dicendogli che non mi sentivo troppo bene e che ogni 7 minuti, il dolorino alla pancia tornava a farmi visita. Tornato indietro dall’ufficio, mi ha prelevata con la borsa già in macchina, siamo andati all’ospedale. Non abbiamo atteso molto, mi hanno fatta sedere in sala monitoraggio, papà ha continuato a vedere il film dal computer iniziato qualche giorno prima, e io seduta su quella sedia ho vissuto le sensazioni più incredibili di sempre. Il mio corpo si stava preparando, tre settimane prima del previsto tu avevi deciso che oggi era il giorno giusto. Sole e pioggia s’alternavano, le mie lievi contrazioni non si facevano più sentire e a mezzogiorno la visita del medico ha decretato 3 cm di dilatazione così come se nulla fosse. Entusiasta del mio sentirmi Wonderwoman no pain no gain e affamata come non mai, ho salutato il tuo papà e l’infermiera lo ha rassicurato dicendogli “Tranquillo, ti chiamiamo noi, i bambini non nascono in un’ora” (…le ultime parole famose).

Io vado in stanza, conosco le donne che hanno vissuto con me quelle ora e quei giorni meravigliosi, mangio e alle 13 ricominciano i dolorini ogni 5 minuti. Vado dall’infermiera, mi guarda un po’ sconcertata e mi dice “facciamo il monitoraggio in sala parto va là”. Io sempre più Wonderwoman avviso che i dolorini cominciano ad essere un po’ meno dolorini e un po’ più doloroni.. Entra l’ostetrica, mi guarda, mi chiede se sono ore che sento questo e io rispondo a dire il vero è da adesso.. Lei mi riguarda, mi dice “Signora è in travaglio”, chiama papà che era già di fronte alla porta, lo fa entrare, mezzoretta tra dolore e risate, un paio di spinte, e alle 16:52 tu sei nato, noi siamo rinati una seconda volta e fuori è uscito l’arcobaleno.

E’ stato il giorno più bello della mia vita

e ogni anno ti prometto che lo renderò il tuo giorno più bello!

 

Ti amo Leo.

La tua mamma

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They say when you meet the love of your life, time stops.

And that’s true. What they don’t tell you, is that once time starts again,

it moves extra fast to catch up. – Big Fish –

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quando il vento non mi spaventava, ero più giovane

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credo che alle volte il bisogno di scrivere sovrasta il quotidiano. sento la terribile e gratificante e stancante necessità di fermarmi, commentare i miei pensieri, predisporli ordinatamente e maneggiarli con cura.

in questi giorni sono in continua tensione. percepisco l’ansia e cerco in tutti i modi di placarla gentilmente. rileggo note, riassaporo vecchi presagi, cerco di comprendere le mie volontà, aumento a dismisura le ‘seghe mentali’ e diminuisco in modo grave la visione del mio occhio allo specchio.

la temperatura dell’odio aumenta in corrispondenza della mia tensione e la volontà della solitudine è lì che mi guarda con fare conscio. conosce bene la mia percezione dell’oblio e la paura del ‘sbagliar ancora’.

temo sempre il futuro tanto quanto lo venero. in questi giorni la crudele balbi assorbe la dolcezza e viceversa. come sempre mi sento ‘oltredonna carica’ di energie. positive e negative. un tumulto. il solito.

come ogni volta detesto chi, con fare farmaceutico, indica le vie d’uscita per gli attacchi di panico e detesto ancor di più la sensazione di non riuscire ad andare a fondo. magari, chissà, una sfera trasparente con tante verità all’interno mi darebbe più stabilità.

sta di fatto che continuo a strofinarmi le guance e gli occhi con le mani stanche. continuo a fare conti con soldi fuffa. continuo a giudicare il governo e continuo a combattere contro il ‘non si dovrebbe’. qualcuno capisce, lui capisce sempre. come gino panino e la tomba delle donne.

quante stronzate balbs!

concludendo (di palo in frasca) smettetela vi prego di rubarmi le parole e di cercare di essermi amico/a. quando del mio ‘io più confuso’ non ve ne frega un cazzo vuol dire che di me non ve ne frega un cazzo. dunque, tiro la linea, amo la mia famiglia, ci provo e d’ora in poi ogni mattina cercherò di guadagnare il pane. nulla di più, nulla di certo.

come sempre.

(Tumblr Photography Quotes)

“Lei, mia cara allieva, usa la follia come il mondo ha usato la ragione”

Sono più di tre anni che questa frase mi contraddistingue. Ho rovesciato la mia esistenza come un bicchiere mezzo vuoto. Ho desiderato l’altro e l’altro ancora. Ho percepito sensazioni nuove, sono nata di nuovo, ho catturato tutto quel che il mio corpo, anima, spirito e cervello, potessero assorbire, ho divorato la vita e l’ho resa una volta per tutte mia. Ho perseguitato il vento e ho vinto l’Amore. Ho camminato tanto, come il frutto maturo, come l’acqua di sorgente, come il sole ogni sera, ho capito che significa respirare il vecchio, il nuovo, il costante e l’incostante. Ho versato lacrime, tante, ho cancellato porte, ho diviso l’essere dal non essere, ho portato in grembo un bimbo e l’ho fatto nascere. Ho capito come sono, cosa voglio, cosa posso e non posso dare, come posso portar qualcosa e i miei limiti.

Questo blog è stato il mio rifugio, il mio consigliere, il mio muro. Ho lanciato messaggi e frecciatine. Ho fatto trasparire ogni mia emozione. Ho negato il significato a chiunque, però mi son comunque resa libera.

Ora che anche quest’anno sta per concludersi, ora che di fianco a me dorme tutte le notti quell’uomo delle ragnatele che tanto mi ha fatto innamorare, ora che Leonardo riempie di gioia ogni istante e ora che i progetti si fan sempre meno nevrotici, ripercorro con Lei che è la mia musa, ogni istante, perché l’unica vera costante della mia vita è sempre stata la musica.

E buone feste a tutti voi.

/ Perché avevi paura del mio scrivere.

/ Sentivo che sarebbe stata la cosa giusta.

/ Gli amici nuovi e le persone speciali.

/ Quanta ansia, quanto panico, un mal di pancia dagli occhi lucidi.

/ Qualcosa di incomprensibile.

/ Mai creduto il contrario.

/ Eppure sentire nei giorni di silenzio.

/ Ti sei innamorato di me?

/ Un bacio per sempre.

/ Devi fare tutto quel che puoi.

Continua…